La mostra “Il Museo Universale, dal sogno di Napoleone a Canova”, presso le Scuderie del Quirinale dal 16 dicembre 2016 al 12 marzo 2017, celebra i duecento anni dal rientro in Italia dei capolavori trafugati da Napoleone. Un’occasione, oggi come allora, di riflessione sull’importanza della cultura come strumento di educazione alla cittadinanza.
L’espressione Museo Universale costituisce il titolo di una splendida mostra ma assomiglia maggiormente, tuttavia, ad una vera idea politica.
Sul Colle più alto di Roma, infatti, di fronte alla residenza del Presidente della Repubblica, si ricorda un evento drammatico e straordinario: due secoli fa, infatti, all’indomani del Congresso di Vienna del 1815, venivano recuperati quasi tutti i capolavori portati via dalle truppe francesi durante le campagne militari nella Penisola, a seguito del trattato di Tolentino del 1797.
Naufragava così il sogno di Napoleone di celebrare la Francia rivoluzionaria come faro di libertà attraverso le arti. E così lo scultore Antonio Canova, conosciuto e stimato in tutto il Continente, fu nominato commissario straordinario per quella delicata missione, nell’agosto del 1815.
La mostra, curata da Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce, rievoca quel contesto storico travagliato, quando gli italiani non ancora uniti politicamente si trovarono a riflettere sul significato simbolico di quel recupero: il ruolo centrale dell’arte e della cultura come minimo comun denominatore per una comunità. Il patrimonio storico come strumento di formazione del cittadino.
Un percorso d’immensa bellezza prima ancora che di elevazione culturale e consapevolezza. Il visitatore infatti potrà ammirare, percorrendo i grandi spazi espositivi, inestimabili perle figlie del genio creativo di artisti che hanno segnato la vita culturale europea: da Raffaello Sanzio a Guido Reni, da Tiziano a Correggio, da Annibale Carracci a Guercino, fino al Perugino.
Senza dimenticare le grandi sculture classiche provenienti dai Musei Capitolini, come la celebre Venere, dai Musei Vaticani, come Il Giove di Otricoli, e l’eccezionale Monumento funebre a Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo.
Una lezione attuale soprattutto oggi, in un’epoca in cui l’Europa si suppone unita solo su fragili basi economiche e finanziarie, dimenticando la vera essenza di un grande progetto comune, che vede necessariamente il passato fondersi con il presente per creare un futuro degno d’essere definito tale.