Morricone e la grande letteratura, la stupenda “stanza dei giochi” di Luca Mascolo

Morricone e la grande letteratura, la stupenda “stanza dei giochi” di Luca Mascolo

Le celebri musiche del grande maestro hanno dato anima a volti e paesaggi nei più grandi film della storia del cinema. Note inconfondibili che rimarranno per sempre legate a pellicole immortali. Ma quei suoni evocano atmosfere e suscitano emozioni che vanno oltre il grande schermo e potrebbero, senza sfigurare in alcun modo, sposarsi con le pagine più intense dei classici della letteratura. All’Altrove Teatro Studio, la sera del 4 aprile, è andato in scena uno straordinario esperimento culturale nato da un’idea del bravissimo Luca Mascolo, accompagnato dall’eccellente Quartetto “Refice”, dal titolo “Morricone oltre la pellicola. Le musiche del maestro Ennio Morricone nella letteratura italiana”.

Luca Mascolo

“Benvenuti nella stanza dei giochi”, dove la musica si unisce alle parole e crea i sogni. La stanza è quella di un bambino che plasmava le proprie fantasie attraverso le note. “La musica mi parlava e mi raccontava delle storie, persino più grandi di quello che c’era sulla pellicola. Poi c’erano anche le parole con cui giocare però”. Ed ora da quelle fantasie nasce uno spettacolo che si caratterizza come uno sposalizio tra quei due elementi che compongono tanto la realtà quanto l’immaginazione. La sera del 4 aprile sul palco dell’Altrove Teatro Studio Luca Mascolo, assieme agli eccezionali interpreti del Quartetto “Refice”, unisce le musiche di Ennio Morricone, liberate dal proprio essere semplicemente, ancorché grandiosamente, colonne sonore e le parole di grandi classici della letteratura. Perché tale è l’emozione che quelle musiche furono e sono capaci di suscitare che la loro forza travalica i confini di uno schermo, per quanto grande esso sia, per occupare di diritto un posto nelle pagine più indimenticabili.

Un esperimento culturale dall’esito scontato, ovvero la nascita anche nella mente dello spettatore di “un grande film in cui vivranno i sentimenti che nella nostra vita tutti abbiamo incontrato: viltà, amore, vendetta, viaggio, confronto con la natura e infine il destino”. Lo sposalizio perfetto tra cinema, musica e letteratura riguarda tutti noi, che siamo già in viaggio su piroscafi verso “il carillon chiamato America” a cercare fortuna, o nella selva assieme a Virgilio. Oppure su aspre montagne, a sfidare noi stessi e la natura in un meraviglioso e drammatico parallelo tra Mission e l’Adelchi di Alessandro Manzoni, con il diacono Martino che deve trovare una via per attraversare le Alpi senza un sentiero.

E poi il destino, sempre narrato nell’abbraccio di musica contemporanea e parole antiche. “Quando non troviamo il coraggio di seguire il nostro daimon, il genio per Marco Aurelio, e fuggiamo”. Ma poi purtroppo il tempo passa, come per Novecento, nato nelle pagine di Baricco e poi divenuto pellicola. O la vendetta, magistralmente raccontata da Morricone nelle sue colonne sonore western che sembrano create appositamente per descrivere i personaggi manzoniani come Fra’ Cristoforo o l’ironia ruvida di Giordano Bruno nel descrivere la storia del leone e dell’asino nel Candelaio. Senza dimenticare la viltà, l’ipocrisia e l’arroganza, personificati magnificamente dall’Al Capone degli Intoccabili o dal Padre dei sei Personaggi.

Infine l’amore, sublime ed eterno ma anche fatale e colpevole di Paolo e Francesca, rievocati dalla recitazione impeccabile di Luca Mascolo, che non avrebbe potuto avere cornice musicale migliore delle note struggenti e malinconiche della colonna sonora di “C’era una volta in America”. Passare del tempo nella stanza dei giochi è stato molto bello.

About Marco Bombagi

Laurea Magistrale in Scienze Politiche con indirizzo sociale e del lavoro conseguita nel giugno 2006. Praticante giornalista presso "Lumsa News" ( scuola di giornalismo dell'università Lumsa) da ottobre 2007 a ottobre 2009. Giornalista professionista dal 19 gennaio 2010. Autore del romanzo "La Valle di Erec" edito da Progetto Cultura